La dea Atena come immagine della provvidenza di Dio e dell’assimilazione alla natura divina in Filone di Alessandria
DOI:
https://doi.org/10.19272/202500701006Parole chiave:
Filone di Alessandria, Pitagorismo, Stoicismo, Medioplatonismo, AllegoriaAbstract
Lo scopo del presente lavoro è determinare il valore filosofico-allegorico che la dea Atena assume nei commentari alla Bibbia di Filone di Alessandria e stabilire il motivo per il quale egli menziona la dea pagana nei suoi lavori: attraverso opportuni riferimenti al Pitagorismo, allo Stoicismo e al Medioplatonismo – tradizioni di pensiero che costituiscono la formazione filosofica di Filone – tenterò di mostrare come Filone assimilò il valore simbolico che Atena assunse in età Ellenistica e nella prima età Imperiale (essere l’espressione della ragione universale e provvidenziale così come della razionalità umana che tenta di connettersi con il divino) e come ha prestato attenzione, allo stesso tempo, a non intaccare l’approccio monoteistico della sua interpretazione della Bibbia. In questo modo, Filone stabilisce un’intricata relazione tra la sua fede ebrea e la ragione filosofica greca, il cui connubio è in grado di offrire, ai suoi occhi, una valida esegesi cosmologica ed etica della Bibbia.